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    Pontremolese, Petrucci: “Il prossimo anno? Resto a Pontremoli e vi spiego il perchè”

    Intervista esclusiva con il responsabile del settore giovanile della Pontremolese

    E’ sempre un piacere parlare con Oreste Petrucci, romano di nascita ma spezzino d’adozione. Un dirigente dai modi eleganti, discreto. Mai una parola fuori posto. In Inghilterra direbbero semplicemente un gentleman che ha dedicato la sua vita al calcio giovanile. E cosi, rispettando le norme anti Covid-19, abbiamo incontrato Petrucci per tracciare un bilancio del suo primo anno nella Pontremolese, storica società lunigianese dove ricopre il ruolo di Responsabile del settore giovanile

    Buongiorno Direttore, facciamo con lei un punto di questa particolare stagione calcistica.

    “Purtroppo dopo la triste chiusura anticipata della stagione 2019/20, in questa stagione tutto il sistema calcistico era ripartito con tanta voglia di tornare al calcio giocato, in particolare le scuole calcio e i settori giovanili trascinati dal grande entusiasmo di bambini e ragazzi. Purtroppo invece questa stagione è stata peggio che la precedente con conseguenze negative”.

    Stagione negativa sotto tutti gli aspetti?

    “Direi proprio di sì in particolare per i nostri bambini e i nostri ragazzi che per 13/14 mesi non hanno avuto possibilità di allenarsi con continuità e giocare partite a causa di allenamenti individuali privi di contatto fisico, stop obbligati o comunque decisi dalle società. Inutile sottolineare che sono state stagioni negative per tutto il sistema calcistico con ripercussioni importanti negli anni a venire con una importante diminuzione delle società e dei tesserati”.

    Quasi 2 stagioni perse per tutto il sistema, secondo lei, ripercussioni a livello tecnico?

    “Purtroppo inevitabile e direi irrecuperabili questi lunghissimi periodi di inattività totale o parziale, con conseguente rallentamento della crescita tecnica (e non solo) dei nostri bambini/e e ragazzi/e. Sicuramente mai come in questo momento avremo bisogno in campo di tecnici preparati coadiuvati da laureati in scienze motorie per provare a diminuire questo importante gap. Non si resta di sperare in una ripresa graduale ma continua con un ritorno alla normalità per ridare fiducia a tutto l’ambiente”.

    La sua prima stagione alla Pontremolese?

    “Alla Pontremolese del Presidentissimo Piergiorgio Aprili sono arrivato con tantissimo entusiasmo e voglia di dare il mio contributo ad una società che negli ultimi anni ha dimostrato di essere una delle poche con basi solide e obbiettivi importanti. Nonostante tutto la mia prima stagione mi ha dato la possibilità di constatare la determinazione della società nella valorizzazione dei giovani e di conseguenza investimenti importanti nel settore giovanile e scuola calcio”.

    Per cui diamo per scontato la sua permanenza alla Pontremolese, nonostante le numerose voci che la riporterebbero in Liguria?

    “Assolutamente sì. Approfitto di questa intervista per togliere ogni dubbio. Era mia volontà tornare al calcio giovanile Toscano e oggi dopo un anno ho la certezza di aver accettato la miglior proposta in quanto la Pontremolese è un importante realtà del calcio Toscano con progetti che vanno ben oltre quanto già confermato e dimostrato. Chiudo ringraziando il Presidente Piergiorgio Aprili e Direttore Luca Lecchini (il turbo della Pontremolese) per avermi dato questa importante opportunità”.

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