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    Pontremolese, De Biasi ha analizzato il lungo stop dovuto al lockdown del calcio giovanile

    Alessandro De Biasi, mister della formazione Under19 della Pontremolese, è stato intervistato da Eco della Lunigiana dove ha analizzato il lungo stop del calcio giovanile. Queste le sue parole:

    Stop. “Siamo fermi dalla fine di ottobre, dalla trasferta di Pisa, dove non abbiamo fatto più niente sul campo, mentre a casa o individualmente abbiamo sempre lavorato. Abbiamo approntato un buon lavoro fino a quasi un mesetto fa, diciamo con tre allenamenti settimanali on line, due li facevano loro da soli tramite un app che gli ho scaricato, dove al termine mi inviavano giornalmente delle sedute effettuate, quindi mi segnavo tutto l’andamento del gruppo svolto. Il giovedi di solito ci vedevamo tramite mit o zum tutti insieme si faceva una positiva chiacchierata poi si iniziava con il nostro preparatore Luca Balderi nel svolgere un lavoro di quaranta minuti circa, a volte anche di più, tutti esercizi praticamente dentro le mura domestiche. Per questi ragazzi il secondo e lungo stop è stato “brutto”, già si erano fermati lo scorso anno, un campionato nuovo e stimolante su tutti i punti di vista, un bel gruppo, si cominciava a operare bene, poi il secondo stop per loro è stata una vera mazzata soprattutto psicologica”.

    Conclusione. “Per portare un esempio penso a quei ragazzi del 2004 che hanno perso due annate di allievi, che secondo la mia opinione questa categoria nelle giovanile è quella più importante. Quindi sarei per ripartire a settembre, non come è stato fatto la scorsa fine estate, magari iniziare a gennaio sempre con le dovute sicurezze e assicurazioni sanitarie in merito di tutti quelli che giocano e quelli che seguono la squadra, dirigenti e genitori compresi, a settembre è stato un vero azzardo come si è dimostrato tale. Dispiace perché a Pontremoli ho trovato un buonissimo ambiente, una ottima società, ottime persone, intorno a me nella squadra juniores ha delle persone fantastiche, che mi mancano da morire, mi mancano quasi più i dirigenti che i giocatori. Persone che mi hanno fatto sentire subito a casa, mi hanno accolto bene e soprattutto mi hanno permesso di lavorare benissimo dal presidente fino a tutti quanti che ruotano attorno alla società. Ho trovato persone competente, disponibili al dialogo, gente esigente giustamente perche vogliono il meglio per una società organizzata come è la Pontremolese. Infine spero di rivederci tutti insieme per ripartire con solo certezze, di poter compiere qualcosa di “duraturo”.

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