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    Pietro Albericci, il cordoglio della Uisp spezzina

    Ciao Pierino ci mancherai.

    Oggi è mancato all’affetto della sua famiglia dei suoi cari e degli amici tutti PIETRO ALBERICCI meglio conosciuto come PIERO. Arbitro prima e dirigente poi ha lavorato con passione dedizione e competenza affinchè la nostra associazione potesse diventare un punto di forza sul nostro territorio per quanto riguarda il calcio amatoriale. Il nostro percorso prima sui campi e poi dietro una scrivania, fatto di divergenze di scontri ma anche di condivisione e  amicizia  non ci ha impedito di fare un percorso di crescita personale in cui il fulcro era il bene dell’associazione. A questo riguardo per ricordare  il tuo spirito poetico vorrei condivire con tutti una poesia scritta di tuo pugno un paio di anni dopo l’inizio della nostra collaborazione.

    Ci mancherai caro Piero ma sono certo che ci proteggerai da lassù. Ti ho sempre voluto bene e te ne vorrò per sempre. Sei stato sempre un esempio per tutti noi.

    Ciao Pierino RIP

    Mauro Bravo

     

    Questa è una sua poesia che mi aveva scritto qualche anno fa :

    “ERO IMMERSO NELL’ERA CITTA’
    SENZA SUSSULTI NE’ DISCUSSIONI
    COME UN TRAN TRAN DA ETERNITA’
    QUANDO ARRIVARONO LE DIMISSIONI.

    L’ARCANGELO VOLEVA ANDARSENE VIA
    NON PER IL CIELO, MA PER I FATTI SUOI
    E GIA’ ERO PRESO DA MALINCONIA
    COME CARRO LASCIATO SENZA I SUOI BUOI.
    MA UN TURBINIO ARRIVO’, E CHE TURBINIO,
    TUTTO TRAVOLSE COME UN FIUME IN PIENA
    FUI TRASCINATO NEL GORGO ANCH’IO
    E MI TROVAI A LOTTARE DENTRO L’ARENA.

    I PRIMI TEMPI DI TALE SCONQUASSO
    NON FURON FACILI, VE L’ASSICURO,
    MA IO CAVAI DA MANICA L’ASSO
    ED ANDAI IN BATTAGLIA A MUSO DURO.
    NON CI SCORNAMMO PERCHE’ LA REALTA’
    CI HA FATTO CAPIRE IN OGNI MOMENTO
    CHE L’UNIONE DI IDEE LA FORZA TI DA
    PER ARRIVARE INSIEME AD UNICO INTENTO.
    E LA TENSIONE CALO’ E FIORIRON LE ROSE
    CON ANNESSE ANCORA NEL GAMBO LE SPINE
    A PUNZECCHIARCI QUANDO LE COSE
    POTEVANO ESPLODERE IN UN MARE DI MINE.

    MAURO QUEL TERREMOTO COSI’ INASPETTATO
    HAI BEN CAPITO CHE DI COGNOME FA BRAVO
    IL TUO INIZIO MI AVEVA ALLARMATO
    CHE QUASI (E NON SOLO QUASI) IO NON CI STAVO.
    POI HO CAPITO CHE LA DURA APPARENZA
    NIENT’ALTRO ERA CHE SCUDO A DIFESA
    PER LA PAURA DELL’ALTRUI INGERENZA
    NELLE TUE IDEE DELLA TUA MENTE ACCESA.
    CERTO ANCOR OGGI, DI QUANDO IN QUANDO,
    ABBIAMO SOBBALZI D’APERTO FURORE
    CON TONO DI VOCE, DICIAMO… URLANDO
    MA FINITO IL MOMENTO NON RESTA RANCORE.

    QUESTE MIE RIME STILATE ALLA BUONA
    SONO IL MIO DONO, BEN POVERA COSA,
    E SE LA CADENZA A VOLTE NON SUONA
    RADDRIZZALA TU CHE NON SIA TORTUOSA!”

    Pietro Albericci

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