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    L’intervista, Matteo Marozzi: “Legato al Canaletto fin da bambino, al Levanto Calcio un bellissimo gruppo”

    Ospite della nostra sala stampa virtuale è oggi il difensore classe 1992 Matteo Marozzi. Dopo molte stagioni con la maglia del Canaletto Sepor ed un’esperienza breve ma intensa con il Real Valdivara, ha sposato la scorsa estate il progetto del Levanto Calcio.

     

    • Dopo la promozione in Eccellenza ottenuta con il Canaletto Sepor hai scelto di sposare il progetto del Levanto Calcio. Come è nata questa scelta?

    “Sono sempre stato legato al Canaletto fin da bambino, un legame durato sedici anni. Ho esordito in prima squadra a diciassette anni, tanti anni di Promozione con una retrocessione in Prima Categoria per poi risalire l’anno successivo con mister Memo alla guida. Nel 2015, alla fine di un anno meraviglioso terminato al secondo posto con mister Rolla, decisi di andare al Real Valdivara per potermi confrontare con il campionato di Eccellenza. Dopo due anni di lontananza dal “Tanca” decisi di ritornare, chiamato dall’amico Clodio Bastianelli, per provare a riportare il Canaletto, che nel frattempo era retrocesso in Prima Categoria, nuovamente in Promozione. Un anno iniziato non benissimo ma terminato con il primo posto davanti al Ceparana. Dopo un anno di assestamento al ritorno in Promozione, la stagione successiva abbiamo ottenuto il secondo posto che ci ha permesso di centrare la prima storica promozione in Eccellenza nella storia del Canaletto, da capitano un’emozione unica. Qui ho sentito di aver chiuso un cerchio, di aver fatto tutto il possibile per portare questa società dove merita. Da qui nasce l’idea di cambiare squadra e di sposare il progetto del Levanto Calcio”

    • Il campionato è stato interrotto con il Levanto Calcio proiettato nella parte alta della classifica. Pensi si possa parlare di obbiettivo play off?

    “Parlare di obbiettivo play off dopo sole tre partite giocate è un azzardo. Abbiamo fatto un’ottima preparazione che ci ha permesso di vincere due partite su tre. Siamo un bellissimo gruppo, molto giovane, con un mister altrettanto giovane, sostenuto da una società che in questo momento difficile non ci ha mai fatto mancare nulla. Tutti questi fattori sicuramente potranno fare la differenza alla lunga. Prima la salvezza e poi ci si potrà divertire.” 

    • Gran parte della tua carriera l’hai disputata come centrocampista mentre negli ultimi anni stai ricoprendo il ruolo di difensore centrale. Dove ti vedi meglio? E come mai questo cambio?

    “Esattamente. Fin dagli esordi con mister Mariano ho sempre giocato “braccetto” di centrocampo per poi esordire, a causa di squalifiche ed infortuni, come difensore centrale con mister Corrado in un Don Bosco – Canaletto terminato 0-1. Essendo stato un grande difensore, mister Corrado mi ha insegnato veramente tanto. Mi ha poi portato con sé al Real Valdivara in Eccellenza, anno in cui feci una bellissima stagione, dandomi la possibilità di affrontare società come Sanremese, Finale, Imperia e molte altre. In quell’anno capii che quello era il mio vero ruolo.” 

    • Campionato di Promozione B molto equilibrato al momento dello stop. Come giudichi il livello? Chi pensi possa aggiudicarselo in caso di ripartenza?

    “Il Marassi ha iniziato il campionato alla grande, già la scorsa stagione era una squadra molto quadrata e con i rinforzi di questa stagione può ben figurare. La Goliardicapolis, il Golfo Paradiso PRCA di mister Foppiano e la Forza e Coraggio dei miei ex compagni Lunghi, Cuccolo, Esposito e Pesare sono costruite per stare nei primi posti in classifica. Attenzione però al Follo San Martino, squadra neopromossa ma con una rosa di tutto rispetto. Con loro abbiamo perso 2-0, darà del filo da torcere a molte squadre. Per il resto è un campionato molto equilibrato sul quale è difficile fare previsioni.”

    • Quale giocatore vorresti vedere con te nel Levanto Calcio? Perché?

    “Sicuramente il giocatore che mi piacerebbe portare con me a Levanto è il “cigno” Giacomo Maggiore, grande amico fuori dal campo e grande giocatore. Trascinatore, uomo spogliatoio e in grado di far gol incredibili, uno su tutti quello segnato con il Real Valdivara contro la Genova Calcio dopo aver superato quattro avversari, il portiere e messo a sedere l’ultimo difensore rimasto.”

    • Quale ricordo o esperienza calcistica ricordi con maggior affetto? Qual’é il tuo rammarico più grande?

    “Il ricordo più bello è sicuramente il rigore battuto contro il Don Bosco nello spareggio per la vittoria del campionato di Prima Categoria, in un clima surreale e davanti a circa mille spettatori. Dopo 120′ di battaglia, giocata per la maggior parte in nove uomini, siamo riusciti ad arrivare ai rigori sul punteggio di 1-1. Ero il terzo rigorista, ricordo ancora il silenzio a Pagliari quando arrivò il mio turno. Dal centrocampo al dischetto fu un eternità, poi la rincorsa, il tiro ad incrociare ed il portiere spiazzato. L’esperienza più significativa invece è stata quella con il Real Valdivara in Eccellenza. Dopo un girone d’andata concluso con undici punti, siamo riusciti a recuperare facendo un girone di ritorno incredibile vincendo anche con Imperia e Sanremese. Il rammarico più grande resta sicuramente la retrocessione con la Tarros Sarzanese maturata a pochi minuti dalla fine contro il Don Bosco grazie ad un gol di Rege Cambrin. Sono contento che la Tarros Sarzanese con Stefano Lucchi e mister Fanan sia riuscita a risalire.” 

    • Hai avuto molti allenatori nel tuo percorso. Quali ti hanno insegnato di più?

    Tutti gli allenatori che ho avuto mi hanno lasciato qualcosa. Corrado, come detto prima, mi ha dato tanto dal punto di vista tattico, tante esercitazioni con sedute video. Ci ha fatto sentire dei professionisti. Un altro allenatore che mi ha dato tanto è Clodio Bastianelli che mi ha fatto lavorare molto su me stesso e mi ha dato molte responsabilità facendomi diventare un “mister” in campo.”

    • Molti rumors parlano di stagione terminata anzitempo. Pensi che sia la scelta giusta? Perché?

    La voglia di riiniziare è tanta ma quando sento che ci sono persone che non possono esercitare il loro lavoro per arginare questo virus capisco che non ci sono i presupposti per poter ricominciare. La nostra è una passione che però dobbiamo mettere da parte per cercare di far tornare la normalità. Sarà difficile ma sono sicuro che ne usciremo.”

    • In caso di ripartenza, quale format sceglieresti per terminare la stagione?

    “In caso di ripartenza penso che non si possa fare molto, l’unica cosa da fare sarebbe concludere soltanto il girone d’andata senza promozioni e retrocessioni. Tutto questo per non arrivare alla stagione successiva dopo uno stop di quasi un anno.”

    • Quali regole pensi siano indispensabili al momento della ripartenza per evitare nuovi stop?

    “Secondo me noi dilettanti non siamo pronti ad affrontare un emergenza del genere. Nei professionisti, nonostante le massime precauzioni adottate, si è parlato a più riprese di vari focolai. Noi questo non possiamo permettercelo perché, non potendo fare tamponi periodicamente, andremmo a mettere in pericolo la salute nostra e dei nostri cari. Speriamo con l’avvento del vaccino di poter fermare questo virus così da rivederci tutti su un campo da calcio.”

    • Vuoi aggiungere altro?

    Voglio ringraziare te per questa chiacchierata e per avermi fatto ritornare in mente dei ricordi molto belli. Un saluto a tutti i lettori di Calcio Spezzino. Non molliamo!

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