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    L’intervista, Ivano Pedretti: “Pegazzano società seria con un gruppo molto valido”

    Ivano Pedretti, noto tecnico del panorama calcistico spezzino, è l’ospite odierno della nostra sala stampa virtuale. Un passato tra Rebocco, Cadimare, Arcola Garibaldina ed in estate l’approdo al Pegazzano del presidente Romeo. 

     

    • Mister, dopo l’ultima esperienza con l’Arcola Garibaldina hai deciso di ripartire dalla panchina del Pegazzano. Cosa ti ha spinto a questa scelta?

    “Ho accettato la chiamata del Pegazzano perché mi ha dato l’opportunità di portare con me parte del gruppo che avevo già allenato a Cadimare ed Arcola. Al tempo stesso ho trovato, già presenti, giocatori esperti e fuoriquota molto validi ed una società seria e molto organizzata che ci ha messo a disposizione tutto quello di cui avevamo bisogno. A capo vi è un presidente molto appassionato ed attaccato al gruppo che si è creato. Un grazie particolare va a Moreno Otgianu, compagno di molte avventure calcistiche.”

    • Il campionato di Prima Categoria, per ovvi motivi, è stato interrotto dopo pochissime giornate. Dove sarebbe potuto arrivare questo Pegazzano?

    “Io penso che il Pegazzano, dopo un po’ di rodaggio e amalgama tra giocatori nuovi e già presenti, avrebbe dato, per agonismo, voglia e tecnica, filo da torcere a molte squadre.”

    • In carriera davvero molte panchine e parecchi campionati vinti. Quale stagione ricordi con grande emozione?

    “Le stagioni le ho vissute tutte con impegno, entusiasmo e passione immensa per questo sport. Cadimare, Rebocco e Arcola sono ricordi meravigliosi che porterò sempre con me ma come si suol dire “il bello deve ancora venire”…e spero con il Pegazzano.”

    • Quale giocatore, tra quelli che hai allenato, ti ha impressionato di più?

    “Ho allenato molti giocatori con caratteristiche diverse, non ne avrei voluti altri. Ho legato con tutti e sono nate amicizie che tutt’ora conservo. E’ brutto fare nomi però dico Corvi a Rebocco, Moreni ad Arcola, Vincenzi, Davide Iaione, Montefiori, Romano e Costa a Cadimare.”

    • Per molte stagioni sei stato alla guida del Rebocco. Pensi che potrebbe esserci una nuova “rinascita di questa società magari con te alla guida?

    “Le persone che per anni hanno vissuto con me in questa famiglia sportiva hanno deciso di smettere per ragioni importanti e quindi non credo. Però mai dire mai. Sono stati otto anni meravigliosi vissuti con ragazzi che sono tutt’ora grandi amici. Ho nel cuore Cella, Gallo, Brunetti e Bottiglioni.”

    • Quale giocatore ti piacerebbe allenare tra quelli che non hai mai avuto?

    “Vorrei riallenare quelli che ho già avuto. Sono un sentimentale, a modo loro tutti mi hanno lasciato qualcosa di bello. Spero di aver contraccambiato lasciando loro qualcosa.”

    • La situazione Covid19 ha interrotto tutti i campionati dalla Promozione alla Terza Categoria. Pensi che la prossima stagione si riuscirà a ripartire? 

    “Lo spero come tutti quelli che fanno parte di questo mondo. E’ una passione molto importante per società e giocatori e, cosa più importante, spero che il Covid19 in breve tempo diventi solo un ricordo per famiglie, lavoratori e per il mondo del calcio dilettantistico.”

    • Per l’Eccellenza è stato adottato un protocollo similare a quello utilizzato per la Serie D. Pensi che una cosa del genere sia fattibile in categorie inferiori?

    “Io penso che i campionati di un certo livello, dall’Eccellenza in su, possano permettersi tamponi settimanali per poter portare avanti la stagione. Questa cosa è invece difficile e dispendiosa per le società che fanno calcio per pura passione ovvero quelle dalla Promozione in giù.”

    • Dopo tanti campionati di Prima e Seconda Categoria, pensi sia il momento di provare un’esperienza in categorie superiori o in qualche settore giovanile?

    “Il mio mondo calcistico si limita ai campionati di Prima e Seconda Categoria per motivi famigliari e lavorativi e per tipologia di giocatori. Poi a dirla tutta ci sono allenatori molto più preparati di me e quindi è giusto lasciare spazio a loro. Il mio essere allenatore è provare a vincere con passione, senza presunzione né compromessi. Se sali di categoria queste cose spesso vengono a mancare. Ci sono allenatori che pur di allenare in Promozione o Eccellenza sono disposti a portare soldi e questa non è la mia idea di calcio. Per me il calcio è il sorriso dei calciatori dopo una giornata di studio o lavoro, una pizza insieme dopo allenamento e vincere,a volte, la partita domenica (ride, ndr).”

    • Vuoi aggiungere altro?

    “Spero di avere delle gioie calcistiche con il Pegazzano dove io e Otgianu siamo stati accolti benissimo. Spero di ritrovare tutti i giocatori che ho lasciato prima della sospensione e di far esultare la dirigenza ed il super Presidente Romeo con qualche vittoria in campionato, cosa che ci manca moltissimo. Quindi Forza Pega! Ti ringrazio infine per l’occasione che mi hai dato e continuate così, siete l’anima del calcio dilettantistico spezzino.”

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