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    L’intervista, Nicolò Cucurnia: “Che emozione la salvezza contro il Casarza Ligure”

    Nicolò Cucurnia, capitano e bandiera del Colli Ortonovo, si racconta nella sala stampa virtuale di Calcio Spezzino tra ricordi ed attualità.

     

    • Sei da ormai diverse stagioni al Colli Ortonovo di cui sei capitano. Cosa significa per te indossare la fascia di questa società?

    “Ho iniziato a giocare per questa società nel Gennaio del 2011 quando ancora si chiamava Ortonovo. Da subito mi sono trovato benissimo, sono molto legato a questi colori ed in particolar modo a Mauro Angelini e Renzo Lorenzini, persone splendide dal punto di vista umano e sportivo che non mi hanno mai fatto mancare nulla. Ho legato molto anche con Giuseppe Ponzanelli che ora si occupa del settore giovanile. Per me è un onore ed un piacere indossare questa fascia e spero di poterlo fare anche nei prossimi anni.” 

    • Nonostante tu sia un centrocampista, riesci spesso ad andare in gol. Quale rete ricordi con più entusiasmo?

    “Il gol che ricordo con più entusiasmo è stato quello realizzato in casa contro il Serra Riccò con Mirko Nardi in panchina. Era uno scontro diretto per accedere ai playoff ed eravamo sull’1-1. Nell’ultimo minuto di recupero segnai il gol del 2-1 in scivolata leggendo bene la traiettoria del tiro di un mio compagno. A fine partita fu una grande festa e quei tre punti ci permisero di allungare in classifica.” 

    • Il Colli Ortonovo è diventata negli anni una squadra “fastidiosa” nel campionato di Promozione. Pensi che, complice anche l’avvento del campo in sintetico, possano crescere le ambizioni?

    “Il nostro obbiettivo è sempre stato quello di salvarci il prima possibile. Noi non abbiamo il budget di cui dispongono alcune società. Da quando sono arrivato la nostra forza è sempre stato il gruppo, siamo una squadra giovane con alcuni “vecchi” che lo tengono unito. Siamo molto quadrati e fastidiosi, non è semplice farci gol e vorremmo continuare su questa strada. Il sintetico sicuramente aiuterà alcuni nostri giocatori più tecnici, uno su tutti Musetti che è il nostro uomo in più, ma l’obbiettivo penso rimarrà quello di mantenere la categoria. Poi se verrà qualcosa in più di certo non ci tireremo indietro.”

    • In carriera hai avuto più gioie o dolori? Quali sono stati la tua soddisfazione ed il tuo rammarico più grandi?

    “Più o meno gioie e dolori si equivalgono. La soddisfazione che ricordo più volentieri è sicuramente il play out vinto due anni fa contro il Casarza Ligure. Fu un anno difficile dove per quasi tutta la stagione dovemmo fare a meno di Mario Verona, che tornava dalla rottura del legamento crociato, e di Simone Rosati, alle prese con infortuni muscolari e problemi lavorativi, ed in più ci fu il cambio dell’allenatore e l’abbandono di due compagni. Alla fine riuscimmo a conquistare i play out ed a vincere a Casarza per 1-3. In casa poi perdemmo 0-1 con il nostro portiere Franceschini che parò un rigore a venti minuti dalla fine. Fu bellissimo perché si trattò di una stagione sofferta. Come rammarico ho i due play off persi nei due anni trascorsi con Mirko Nardi come allenatore, in particolare il primo anno perdemmo immeritatamente la finale con la Rivarolese dopo aver vinto la semifinale a Bogliasco contro l’Athletic Club. Sarebbe stata una promozione meritata.” 

    • Quale avversario pensi starebbe bene nel Colli Ortonovo?

    “Ci sono tanti giocatori che mi piacerebbe vedere qui a Ortonovo. Cuccolo, Pesare, Mura, Fassone, Raiola ma se devo dirne uno solo dico Lunghi. Altrimenti cercherei di convincere Simone Rosati a riprendere.” 

    • Da un paio di stagioni sulla panchina del Colli Ortonovo siede tuo padre, Paolo Cucurnia. Come vivete la Domenica prima, durante e dopo la partita?

    “Mio padre ha vissuto e vive di calcio, io e mio fratello siamo cresciuti a “pane e calcio”. Ora ritrovarmelo come allenatore non è stato facile, lui ci tiene molto e sente molto le partite. Non vivendo più insieme prima delle partite non lo sento così da lasciarlo tranquillo, lui fa l’allenatore ed io il giocatore. Capita poi che a fine partita ci confrontiamo come ho sempre fatto con gli altri allenatori e lui con gli altri giocatori.”

    • Il campionato è stato momentaneamente sospeso. In caso di ripresa con quale format pensi sia giusto portarlo a termine?

    “La voglia di tornare in campo è tanta e mi andrebbe bene qualsiasi format. Personalmente sarei per finire il campionato interamente a costo di arrivare a Luglio e giocare con temperature elevate. Si potrebbe però giocare la sera e posticipare poi l’inizio della stagione successiva.”

    • Pensi che al momento ci siano le condizioni per ripartire?

    “Vedendo i numeri ancora alti capisco chi preferirebbe non giocare per evitare di ammalarsi e di portare il virus in casa oppure di perdere giorni di lavoro. Secondo me la LND dovrebbe stabilire un limite massimo entro il quale ripartire e se non ci saranno le condizioni entro quella data pensare già alla stagione successiva.”

    • In caso di ripresa, quali sarebbero secondo te le regole fondamentali per evitare una nuova sospensione?

    “I tamponi rapidi sarebbero una bella idea ma non si possono applicare a realtà come la nostra senza un aiuto economico da parte della federazione. La vedo una cosa complicata. Quindi bisogna sperare che il vaccino riesca a dare risultati confortanti nel più breve tempo possibile.”

    • Vuoi aggiungere qualcosa?

    “Ringrazio Calcio Spezzino per la bella chiacchierata e saluto tutti i suoi lettori.”

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