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    L’intervista: Simone Bertanelli, da bomber a mister.

    Ospite della sala stampa virtuale di Calcio Spezzino è l’ex bomber Simone Bertanelli. Quest’estate ha deciso di accettare la chiamata della Castelnovese per intraprendere una nuova carriera, quella da mister.

     

    Grazie Simone per aver accettato questa intervista.

    • La scorsa estate hai avuto la possibilità di scegliere se continuare a giocare o iniziare questo nuovo percorso. Cosa ti ha spinto a fare quest’ultima scelta?

    E’ stata una decisione molto sofferta perché avrei voluto finire la carriera completando una stagione intera cosa che, per causa del Covid19, non è potuta accadere nella scorsa annata. Quando a Luglio la dirigenza della Castelnovese mi ha contattato ci ho pensato molto ma, visto che avevo già in preventivo di iniziare questa avventura da allenatore avendo ottenuto il patentino ben sei anni fa, ho deciso di accettare anche perché i miei problemi fisici non mi avrebbero comunque permesso di affrontare un’annata da protagonista.

    • Come giudichi questa esperienza con la Castelnovese? 

    Non posso dare un giudizio sulla mia esperienza avendo fatto solo tre mesi. Però posso dirti che mi sono sentito subito a mio agio. Ho trovato un gruppo di persone stupende, molte di queste già incontrate nel mio percorso da calciatore, che mi hanno dato una grossa mano avendo capito che non è facile iniziare questo percorso quando fino all’anno prima si è stati calciatori. 

    • In estate la squadra ha subito una rivoluzione. Sei soddisfatto del mercato fatto? Dove potete arrivare?

    Si, la squadra è stata praticamente rivoluzionata. Del mercato sono molto contento perché, alla fine, i giocatori che sono arrivati li ho voluti io e quindi ringrazio la dirigenza che mi ha accontentato anche su questo aspetto. Dove possiamo arrivare non lo so. L’obbiettivo primario è sicuramente la salvezza. Sono consapevole di avere giocatori importanti che hanno vinto molto in passato ma sta a me metterli nelle condizioni giuste per far bene.

    • In passato hai già avuto un’esperienza da allenatore facendo da vice in una formazione giovanile all’Atletico Carrara dei Marmi. Che differenze hai trovato tra Settore Giovanile e Prima Squadra? Dove ti vedi tra qualche anno?

    Mi vedo sempre in una prima squadra. Io amo i bambini ma per me il calcio è competizione. Ai bimbi è giusto insegnare e non dir nulla in caso di sconfitta perché hanno ancora molto da imparare ed è giusto che si divertano a quell’età. Io, amando i risultati e l’agonismo, mi vedo meglio in un contesto di Prima Squadra.

    • Come vedi il campionato di Prima Categoria? Quali sono le squadre più attrezzate?

    Dura fare un bilancio con così poche partite disputate. Posso dire che Casarza e Ceparana, per via dell’ottimo mercato fatto, sono probabilmente le due squadre più attrezzate. 

    • La tua carriera è stata importante e ricca di gol. Quali sono i momenti che ricordi con maggior affetto? Quali i rimpianti?

    Diciamo che sono stato fortunato, ho superato i 200 gol e ho vinto vari campionati e coppe. Sono cresciuto in un settore importante come quello della Carrarese, dove ho vissuto momenti bellissimi, ed ho avuto l’onore di vestire la maglia della Sampdoria. Questo è l’unico rimpianto. Qui purtroppo commisi un ingenuità e fui cacciato. 

    • Quali differenze hai riscontrato tra l’essere giocatore e l’essere allenatore?

    Molte differenze. Da giocatore l’unico pensiero è quello di allenarti al meglio e la Domenica dare il massimo, da allenatore invece devi pensare a tantissime cose a partire dal preparare la gara in settimana ad arrivare alla scelta degli “undici” da mandare in campo. Essere allenatore ti porta ad essere anche lo psicologo della squadra per poter tirare fuori il meglio di ognuno.

    • Il Covid19 ha nuovamente bloccato i campionati. Pensi che ci siano gli estremi per ripartire?

    Purtroppo il Covid19 ha creato parecchi problemi. Io in prima persona sono risultato “positivo” e posso dire che non è affatto piacevole. Il calcio è lo sport più bello del mondo ed è dura rinunciarvi ma credo che al momento sia giusto restare fermi.

    • In caso di ripartenza come pensi si debbano comportare le società?

    Se si dovesse ripartire le società dovrebbero adeguarsi al protocollo garantendo sicurezza ai propri tesserati. Seguire le regole è fondamentale.

     

     

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