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    Ivan Lombardi: “Vi racconto chi è Patrizio Masini”

    Dal campo polveroso dello Scopsi di Arcola al primo gol tra i professionisti con la maglia della Sambenedettese, con nel mezzo l’avventura al Genoa. Un lungo viaggio raccontato dall’amico d’infanzia: “Caro Patrizio, non mollare mai e soprattutto custodisci i sogni di quel ragazzino che ormai all’ incirca quattordici anni fa ha iniziato a tirare i primi calci al pallone”

    Ivan Lombardi è sicuramente il profilo giusto per raccontare la storia di Patrizio Masini, centrocampista classe 2002 in forza alla Sambenedettese che poche settimane fa ha realizzato la sua prima rete nei campionati professionistici. 

    Che ricordo hai di Masini?

    “Di Patrizio ho moltissimi ricordi dal momento che ci conosciamo dai tempi della scuola materna. Del “Patrizio calciatore”, che ha tirato i suoi primi calci al pallone nell’ Arci Pianazze, ricordo un ragazzino veramente forte. Una spanna avanti a molti giovani che hanno calcato i campi della provincia spezzina. Già all’ epoca correva instancabilmente per tutta la partita e aveva quella voglia di vincere tipica di chi ha la stoffa per arrivare a giocare a grandi livelli. Ai tempi delle “Pianazze” proprio non accettava le sconfitte e quelle poche volte che perdevamo (quell’ annata era veramente forte quindi capitava di rado ahah), restava “col muso lungo” per tutta la giornata. Come mentalità è cresciuto molto una volta andato a giocare nelle giovanili del Genoa”.

    Quali sono le sue qualità?

    “Patrizio è un calciatore che dà l’anima in campo. Corre e lotta letteralmente su ogni pallone. Pur avendo ancora dei margini di miglioramento dal punto di vista tecnico, credo che pochi corrano così tanto come lui. Bravo in fase di interdizione, con “una gamba” che gli permette di andare su e giù lungo la fascia per 90 minuti. Veramente un motorino. In media corre tantissimo e in una delle ultime partite disputate con la Samb mi ha confessato di aver corso quasi per 14 km. Questa sua qualità, unita dalla sua grinta e determinazione in campo, credo lo facciano apprezzare particolarmente tra i tifosi, che vorrebbero sempre vedere la maglietta sudata”. 

    Cos’hai provato quando Masini ha messo a segno la sua prima rete tra i professionisti?

    “È stata un momento di gioia pura perché so bene tutti i sacrifici che ha fatto in questi anni per arrivare sin lì. Per anni ha fatto avanti indietro da Spezia a Genova più volte durante la settimana per andare ad allenarsi. Studiava sul pullmino pur di arrivare preparato il giorno dopo a scuola. Il mio cuore ha fatto un doppio salto mortale vedendo quell’ incornata di testa all’ 87 che ha regalato il pareggio alla Samb. Credo anche che il primo gol tra i professionisti sia arrivato nel momento giusto. Non stava trovando spazio con Zironelli (dopo un inizio in cui era stato tenuto in forte considerazione da Montero) e una prestazione di sostanza – con tanto di gol – ha fatto aprire gli occhi al mister che dalla partita successiva, con l’ Arezzo, non l’ha più tolto dal campo”

    Vi siete sentiti dopo la partita?

    “Si, poco dopo il triplice fischio ci siamo parlati in videochiamata e lui mi ha raccontato le sensazioni a caldo di questo primo gol tra i professionisti che, sono certo, non dimenticherà mai”.

    Potrà arrivare in Serie A?

    “Questo io non so dirlo. Il calcio è strano e bisogna valutare stagione per stagione il suo rendimento per capire se ci potrà arrivare. A volte basta una stagione fatta bene come trampolino di lancio per un calciatore ed una negativa potrebbe costare caro. Credo sia meglio “navigare a vista” e vedere cosa dirà il campo. Indubbiamente non gli mancano la mentalità e lo spirito di sacrificio. È un professionista a tutti gli effetti”.

    Prima di chiudere, cosa vuoi dirgli?

    Voglio dirgli di non mollare mai e di lottare per custodire i sogni di quel ragazzino che ormai all’ incirca quattordici anni fa ha iniziato a tirare i primi calci al pallone. Il calcio a mio avviso è lo sport più bello del mondo ma sa essere meraviglioso o crudele per un calciatore. Un attimo sei in prima pagina per una bella prestazione e un secondo dopo potresti essere criticato, anche aspramente, per una prestazione negativa. L’ importante è essere resilienti e non perdere mai la fiducia nei propri mezzi. Si può cadere nove volte. L’ importante è rialzarsi dieci. Le qualità e “i numeri” non gli mancano per andare lontano. L’ importante è che non si dia mai per vinto e che saprà sempre gestire “l’altalena di emozioni” in cui un calciatore professionista può ritrovarsi. Ho massima fiducia nei suoi confronti e sono il suo primo tifoso.

    Continua così e prosegui sereno nel percorso che hai iniziato diversi anni fa…sono sicuro che il gol sarà la prima di tante soddisfazioni che ti toglierai in campo”.

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