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    Con il nuovo Dpcm Eccellenza, Promozione, Prima, Seconda e Terza in campo a marzo

    Fino al 15 gennaio non si potrà fare nulla, poi ci vorranno almeno quattro settimane per riprendere allenamenti e preparazione. A questo punto una ripartenza a marzo con i soli gironi di andata da giocare potrebbe anche essere l’unica via.

     

    Giocare solo il girone di andata tra marzo e maggio, quindi? Ecco nel dettaglio l’ipotesi e perché è fattibile. Il nuovo Dpcm del Governo che è entrato in vigore a partire dal 4 dicembre ed ha validità fino al prossimo 15 gennaio di fatto ferma ancora una volta il calcio dilettantistico o meglio, non cambia nulla rispetto all’ultimo mese. Rimane vietato l’uso dello spogliatoio e sono vietate le attività dei dilettanti e le attività di base.

    Saltano quindi i piani del Comitato regionale che puntava a ripartire a gennaio con una serie di recuperi per riprendere a pieno regime a febbraio. Non si potrà probabilmente fare: le società negli incontri con la Federazione di novembre avevano strappato la promessa di un mese di allenamenti per poter “rifare” la preparazione dopo lo stop di ottobre, novembre e dicembre.

    Questo significa che prima del 15 febbraio difficilmente dall’Eccellenza in giù potranno ripartire, più probabile come data verosimile quella di domenica 7 marzo. A questo punto, però, senza un allungamento della stagione anche a luglio risulterà difficile completare i campionati ed è per questo motivo che si sta facendo sempre più largo l’ipotesi che in origine sembrava la meno percorribile: cioè quella di disputare solamente il campionato di andata (azzerando le due o tre partite fin qui disputate) per poi giocare spareggi, playoff/playout o poule promozione a giugno. Se si ripartisse il 7 marzo ci sarebbero 13 domenica fino a fine maggio, con una decina di turni infrasettimanali per completare almeno una metà dei campionati.

    Di fatto con il nuovo Dpcm ecco cosa si può fare nello sport:

    1. a) è consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti;
    2. b) sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni di livello agonistico e riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato italiano paralimpico (CIP) ‒ riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico. Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, partecipanti alle competizioni di cui alla presente lettera e muniti di tessera agonistica, sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate e Enti di promozione sportiva. Il Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e il Comitato italiano paralimpico (CIP) vigilano sul rispetto delle disposizioni di cui alla presente lettera;
    3. c) sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi; ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni a detti circoli; sono consentite le attività dei centri di riabilitazione, nonché quelle dei centri di addestramento e delle strutture dedicate esclusivamente al mantenimento dell’efficienza operativa in uso al Comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso pubblico, che si svolgono nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti;
    4. d) fatto salvo quanto previsto in ordine agli eventi e alle competizioni sportive di interesse nazionale, lo svolgimento degli sport di contatto, come individuati con provvedimento del Ministro per le politiche giovanili e lo sport, è sospeso; sono altresì sospese l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto nonché tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto, anche se aventi carattere ludico-amatoriale.

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